mercoledì 7 settembre 2011

PARLIAMO DEL PARCO DELLA COSTA




Un testo che spiega puntualmente il “Costituente Parco della Costa Teatina”, è il seguente , esso è stato postato in un intervento come commento sull’articolo “NO PARCO DELLA COSTA TEATINA", ma penso che abbia interesse per essere una testata di pagina nel nostro BLOG.



Mi permetto una riflessione personale e dato l’interesse che questo caso sta sollevando, per tutta la popolazione di Casalbordino, sarebbe interessante che ci fossero proposte o aspettative o preoccupazioni per la realizzazione di questo parco. Ormai il Parco sicuramente ci sarà esprimere le nostre preoccupazioni di sviluppo nel campo turistico, agricolo, edilizio, non sarebbe male discuterle. Il continuare a difendere o accusare il comportamento del nostro Sindaco non serve a nessuno, ma forse se prima della fine di questo mese potessimo dare delle indicazioni sulla perimetrazione migliore possibile, sarebbe solo per il bene di CASALBORDINO e di noi CASALESI. Ricordo che il nostro BLOG è stato lo strumento con il quale si sono scelti i candidati per la nostra lista civica “IL SOLE”, i quali sono stati scelti anche per le proposte da loro presentate e divenute il nostro programma elettorale.



Costituente Parco della Costa
Perché vogliAmo il Parco a Casalbordino?



Da anni Regione e Comuni devono esprimere i propri pareri non vincolanti sul confine del Parco. Già nel 2007 il Ministero ricordava formalmente che "in assenza di proposte, avrebbe provveduto alla perimetrazione con propri criteri"; richiamo ribadito per l'ultima volta con il termine del 30/09 prima della nomina di un commissario ad acta. Quasi nessuno ha fatto quanto dovuto per anni, ma non appena c'è stata una data precisa è cominciata una campagna a base di bugie. Bugie che abbiamo svelato una ad una ma che hanno avuto l'effetto di confondere le acque, di far perdere altro tempo e di distrarre dal vero punto: "Perché gli amministratori non hanno informato cor-rettamente la popolazione e non hanno fatto quanto loro ripetutamente richiesto?".

In questa fase abbiamo sempre parlato con tutti, perché abbiamo capito subito che si è cerca-to di scatenare una guerra tra poveri, innescata altrove per difendere interessi che nulla hanno a che vedere con chi l'avrebbe dovuta combattere. In questo tratto di terra ci sono infatti interessi economico-speculativi che hanno lavorato e lavorano nel silenzio contro il Parco e cioè: specula-zioni edilizie, impianti di estrazione e lavorazione di idrocarburi, industrie insalubri (discariche, centrali a olio di palma, cementifici, inceneritori, ecc.). Investimenti che hanno tutti in comune i grandi guadagni di chi li fa e a distruzione del territorio.

Il compito degli amministratori era ed è assai semplice. Hanno di fronte una proposta di peri-metrazione del Ministero effettuata a seguito di una "istruttoria tecnica che ha consentito di verificare la presenza sul territorio di valori naturalistici paesaggistici e storico-culturali di rilievo nazionale e internazionale" ed una bozza di DPR con le norme di salvaguardia, cioè quel-le norme valide fino a che il Parco non si darà autonomamente le proprie. Una proposta ed una bozza che non sono state rese pubbliche. Su tale proposta gli enti locali possono sostanzialmen-te suggerire due cose:

·"Questa zona non dovrebbe stare nel perimetro per i seguenti motivi.…."

·"Vorrei che anche questa zona fosse compresa nel perimetro."

Sarebbe lecita anche la proposta che tutto il territorio comunale entri nel Parco (la migliore secondo noi).

A nulla servono le consultazioni popolari o le delibere contro, come gli amministratori sanno benissimo. Si noti che il Governo ha l'ultima parola anche - ad esempio - per le centrali nucleari, i pozzi di petrolio, le raffinerie, la TAV, le discariche, ecc.. Perché molti sindaci sono stati e sono così freddi di fronte a reali devastazioni come quella del petrolio e si scaldano tanto per quella che secondo la legge è una via per lo "sviluppo economico e sociale" delle popolazioni locali?

Il Sindaco di Casalbordino ha detto che non farà la perimetrazione perché non è in grado di farla ed in effetti la perimetrazione la fa il Ministero, al Sindaco è stato solo chiesto un parere basato sulla sua migliore conoscenza del territorio, allo scopo di prevenire errori e quindi pro-blemi per la popolazione. Il Sindaco ha anche chiesto che la Regione dica che queste zone non hanno "valore nazionale". Spiace vederlo denigrare così il proprio territorio, unendosi al para-dosso di chi a livello regionale opera per lo sviluppo dell'agricoltura e del turismo e contempo-raneamente cerca di certificare di fronte al mondo che una zona dell'Abruzzo, importantissima per l'agricoltura e il turismo, non ha nulla di valore. L'idea di abrogare un Parco Nazionale esi-stente è sostanzialmente una fantasia autolesionista: come potrebbe una nazione, una regione, una provincia, un comune, che hanno nel turismo uno dei loro maggiori interessi, mettere in mano agli operatori internazionali, che pubblicizzano altre mete, una carta così vincente?
Non c'è spazio per elencare i vantaggi spiccioli dell'appartenere ad un Parco Nazionale: l'incremento del valore immobiliare, le maggiori richieste di affitto diffuso, le possibilità di inter-cettare finanziamenti europei ecc.. Ma il Parco non è solo un modo per avere qualche finanzia-mento, è molto di più: si pensi solo al miglioramento del paesaggio, della qualità di aria, acqua e di conseguenza anche del mare ecc.

Ma c'è ancora molto altro: per capirlo dobbiamo partire dal fatto che il mondo sta cambiando; che siamo di fronte al crollo di un sistema economico che ci hanno fatto crede-re essere l'unico possibile e che sarebbe cresciuto per sempre. A ben pensarci si trattava di favole, ma noi ci abbiamo creduto. A ben guardare non è neppure un sistema che porta la felicità per cui non è poi così male che se ne vada. Il problema è però che questa transizione non sarà indolore e l'Italia si trova sul perimetro esterno della parte più fortunata del mondo e potrebbe esserne espulsa da un momento all'altro.

Cosa fare dunque della nostra terra? Sperare nella ripresa dell'industria automobilistica e nel frattempo costruire seconde case in riva al mare? Abbandonare per sempre l'agricoltura e spe-rare che i supermercati saranno sempre pieni di qualcosa da mangiare, che viene da chissà dove ed è fatta chissà come? Sperare che i turisti arrivino a migliaia senza però aver nulla da offrire che non sia già offerto - meglio e a minor prezzo - da altri? Costruire una strada con parcheggi sulla ferrovia dismessa? Costruire un porto turistico per ogni comune? Sperare nel petrolio e - come proposto senza vergogna a Bomba - accettare una raffineria e il rischio Vajont per l'elemo-sina di 383.000 euro all'anno per 12 anni e dopo ripartire da sottozero? Bruciare i rifiuti altrui? Tutte queste ipotesi di futuro sono solo favole o incubi.


Il cambiamento ci sarà di certo e coinvolgerà il nostro stile di vita ed è quindi necessario passare dalla paura del futuro al vedere che i cambiamenti inevitabili e profondi che ci attendono posso-no avere conseguenze positive, possono essere un'opportunità.

Torniamo quindi al Parco. Il Parco è uno strumento perfetto per affrontare questo futuro: per "l'integrazione tra uomo e ambiente naturale" per le " attività produttive compatibili" per la "la promozione economico-sociale delle popolazioni locali" - tutte citazioni dalla legge quadro. Permette di far rinascere le comunità locali rinsaldando i legami tra le persone e la partecipazio-ne alle scelte comuni. Di sviluppare la produzione locale di beni e quindi mantenere la ricchezza dov'è prodotta. Di ridurre i rifiuti e i consumi di energia incrementando la microgenerazione locale da fonti rinnovabili. Di migliorare le conoscenze e le capacità pratiche delle persone, in modo che possano riprendere il controllo delle loro vite.

Nel mondo prossimo l'agricoltura sarà nuovamente al centro dell'economia, si tratta di decidere se soccombere alla grande distribuzione o rieducare consumatori e produttori (cominciano pro-prio da quelli che vivono nel Parco) verso un'autosufficienza basata su prodotti locali di qualità. E se in qualche modo l'economia si riprenderà noi, grazie all'opera di "conservazione per le ge-nerazioni presenti e future" del nostro patrimonio, potremo essere un esempio ed un richiamo per il turismo "verde". Un turismo rispettoso, fatto di persone e non di grandi numeri.
Deve essere infine chiarissimo che il Parco automaticamente non porterà a tutto questo. Se la Comunità parco - fatta dagli amministratori locali - non sarà propositiva, se gli organi di ge-stione non saranno neppure costituiti (come accade adesso per 3 dei 4 parchi abruzzesi in cui la politica disattende le leggi e nomina commissari e direttori senza alcuna competenza). Se il Par-co verrà interpretato, contro lo spirito della legge, come qualcosa di repressivo. Se non ci saran-no ampie "modalità di partecipazione popolare e pubblicità degli atti" - "promozione di attivi-tà di educazione" - "promozione, valorizzazione e sperimentazione di attività produttive com-patibili" prima tra tutte l'agricoltura. Se non ci sarà tutto questo, allora il Parco non sarà quello che potrebbe essere.
Ma la colpa non sarà del Parco ma nostra, che non avremo saputo sfruttare questo strumento che una fortunatissima serie di circostanze ci ha messo a disposizione.
Dobbiamo quindi lavorare oggi per il Parco e domani affinché il Parco sia proprio quello che vogliamo.

21 commenti:

  1. Ok, avevamo già letto questo post in rete e come commento sul vs. precedente post.........MA IERI COME E' ANDATA A FINIRE LA RIUNIONE AL MINISTERO???

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  2. SINDACO BELLO NON POTEVAMO EVITARE QUESTA FIGURACCIA?

    Roma boccia l'Abruzzo sul Parco della costa: in arrivo il commissario

    «Signori, se non siete arrivati a una conclusione, il commissario è inevitabile. A questo punto quello che potete fare è di indicare almeno una zonizzazione del Parco, poi comunque sarà il ministero a decidere». E' in sintesi quello che si sono sentiti dire sindaci della Costa teatina e Regione- rappresentata dall'assessore Mauro Febbo e dal dirigente Antonio Sorgi - dal direttore generale del ministero dell'Ambiente in sostituzione del ministro Stefania Prestigiacomo.

    L'obiettivo di evitare l'arrivo di un commissario da Roma è per ora fallito, l'Abruzzo si è presentato alla riunione in formazione sparsa, ancora diviso sul no o sul sì all'istituzione del Parco - quando invece c'è da tempo una legge votata del Parlamento che ha deciso che la Riserva si deve fare entro il 30 settembre - e, solo in seconda battuta, sulla perimetrazione da Ortona a San Salvo lungo la via Verde (la pista ciclabile di 140 chilometri sull'ex tracciato ferroviario). Una brutta figura annunciata, un appuntamento a cui gli otto comuni che fanno parte del Tavolo di coordinamento istituito dal consiglio regionale e presieduto dall'assessore Febbo, si sono presentati impreparati di fronte al direttore generale Grimaldi e alla vice Giarratana. «Una sconfitta del buon senso», la riassume il sindaco di Fossacesia Fausto Stante presente alla riunione insieme agli assessore di Vasto Anna Suriani, di San Vito Comini e Rocca San Giovanni, ai sindaci di Casalbordino e Torino di Sangro Remo Bello e Domenicantonio Pace, all'assessore di Ortona Tommaso Cieri, al commissario di San Salvo Di Baldassarre e all'assessore provinciale Nicola Campitelli, accompagnato per l'occasione dagli architetti Cipressi e Di Chiacchio. «Adesso convocherò i sindaci in modo da sollecitare la zonizzazione», commenta l'assessore Febbo, arrabbiato per le accuse che gli sono state rivolte (con la richiesta di dimissioni) da presidente del Tavolo di coordinamento per non aver coordinato gli interessi dei singoli Comuni e per aver dichiarato in un'intervista al Centro di essere contrario all'Ente parco.
    Febbo aveva anche detto nell'intervista che avrebbe fatto di tutto per evitare l'arrivo di un commissario, che a detta anche del ministero, stando così le cose, appare inevitabile. «Non è detta l'ultima parola», riprende, «ho chiesto al ministero una proroga dei tempi e comunque non è che adesso il 30 settembre ci sarà comunicato il nome del commissario. Il ministero deve prima valutare, la documentazione deve compiere altri due passaggi istituzionali, poi deciderà. Tuttavia l'arrivo del commissario non è una "punizione" rivolta all'Abruzzo», ragiona, «ma è come se il Parlamento in questo caso commissariasse il ministero per il Parco che alcuni sindaci della costa hanno detto che non gradiscono».

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  3. ........continua da commente precedente:

    L'argomento del sì o no al Parco è stato subito scavalcato dal direttore generale. Ai sindaci ha ripetuto che il Parco si fa e che, per loro interesse, avrebbero dovuto già da tempo indicare le zone da mettere sotto tutela. La riunione di ieri sarebbe quindi dovuta servire come approccio alla perimetrazione. Un'idea che il ministero in realtà ha già e che prevede un'area contigua lungo la costa e che unisce tutte le attuali zone sic (di interesse ambientale) e Riserve. Ad esempio Punta Aderci a Vasto, il biotopo costiero di San Salvo, la lecceta di Torino di Sangro, Fosso della Farfalle a Rocca San Giovanni, la pinetina di San Vito: tutte aree che dovrebbero rientrare nei confini del Parco insieme alla via Verde, a partire da Ortona dove è da valutare la zona dei Ripari di Giobbe. «In questa area, poi, potete inserire quello che volete», ha chiarito il ministero rivolto a sindaci e assessori, «il progetto del Comprensorio turistico, della Costa dei trabocchi, della via Verde? Va bene, ma è tutto soggetto all'area Parco». Garantiti anche i fondi: per la sola istituzione di sarebbero 700mila euro.
    L'Abruzzo della costa teatina si è così messo in moto. Il vice sindaco di Vasto Antonio Spadaccini fa sapere che la delibera sulla perimetrazione sarà discussa in commissione e portata nel prossimo consiglio comunale. Fossacesia ha già individuato la sua zonizzazione. San Salvo farà altrettanto. Ortona, San Vito, Rocca San Giovanni e Torino di Sangro dovranno adeguarsi. Anche perché all'orizzonte si profila la riunione con Febbo. In quanto, come ripete lui stesso, «ho il dovere istituzionale di farlo». Con l'obiettivo di fare presto, entro il 29, e di valutare eventualmente le domande di adesione al Parco di altri Comuni, come Lanciano e Mozzagrogna. Che pure sono a una decina di chilometri dalla costa.

    E CASALBORDINO?

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  4. cari amministratori di Casalbordino 2 domande:

    1) Cosa ci fate con quella delibera che avete approvato in consiglio comunale?

    2) Adesso, visto che arriva il commissario, farete causa al Parlamento come avete deliberato? Oppure tornate sui vostri passi e portate in consiglio una delibera con proposta di zonazione o perimetrazione?
    Se si a quest'ultima: non vi sembra di aver perso tempo utile e di averlo fatto perdere a tutta la comunita'?

    Grazie anticipate per la risposta.

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  5. Santoro l'ha detto nel suo intervento LO SAPEVANO PURE LE PIETRE DELLA STRADA......che andava a finire così!

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  6. Very Compliments all'Amministrazione Casalese per l'ennesima gaffe!
    Per noi comuni cittadini a questo punto non resta che farci "il segno della croce"!
    Vi lascio con un detto non troppo ottimista:
    "Quando pensate di aver toccato il fondo prendete il piccone e cominciate a scavare".
    Grazie ancora ai 1200 votanti (27% pochi per fortuna) che stanno permettendo tutto questo.
    Un Abbraccio a Tutti!

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  7. Vorrei ricordare, quello che ho voluto si facesse in questi Post, e cioè " Il continuare a difendere o accusare il comportamento del nostro Sindaco non serve a nessuno, ma forse se prima della fine di questo mese potessimo dare delle indicazioni sulla perimetrazione migliore possibile, sarebbe solo per il bene di CASALBORDINO e di noi CASALESI." Noi apprezziamo tantissimo i commenti positivi a nostro favore, ma ci farebbe altrettanto piacere se collaborassimo per condividerne i progetti.

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  8. DIETROFRONT
    L’incontro con il ministero e il chiarimento su alcuni punti-chiave sul ruolo di tutela dell’Ente parco ha spinto i comuni della costa teatina a muoversi sulla perimetrazione. «Vasto intende rafforzare il ruolo preminente nel Parco della costa», sostiene l’assessore comunale
    Anna Suriani. Anche il sindaco di Casalbordino,
    Remo Bello, avrebbe avuto dal ministero la risposta ai suoi dubbi tanto che intende
    proporre la perimetrazione entro il 30.

    COME VOLEVASI DIMOSTRARE COSE GIA' DETTE E RIDETTE MESI DIETRO ORA HANNO CAPITO CHE VANNO FATTE!
    SI TRATTA DI MIOPIA O SEMPLICE OTTUSITA'?

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  9. Brutte Figure, Tempo Perso, Delibere Approvate piene di fesserie, Riunioni su riunioni......ma ci meritavamo tutto cio?
    Pretendiamo da cittadini delle scuse pubbliche........

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  10. Ma nò signor sindaco, noi crediamo ciecamente in lei: FACCIAMO CAUSA AL PARLAMENTO, AL MINISTERO DELL'AMBIENTE e alla PRESTIGIACOMO!
    Teniamo fede alla nostra delibera di consiglio e portiamo fino in fondo quello che abbiamo difeso di fronte alla pubblica opinione.
    Da come ci ha detto lei siamo dalla parte della ragione e abbiamo anche il grande condottiero Mauro Febbo dalla nostra: CAUSA AL PARLAMENTO!
    CAUSA AL PARLAMENTO! CAUSA AL PARLAMENTO!

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  11. Tavolo di coordinamento per il parco: un comitato promotore o no?
    e se si come fa il coordinatore ad essere chiaramente contro il parco?
    è come se un ateo convinto diventasse patrocinatore della causa pro-santificazione di papa woitila. o no!
    chi si deve dimettere è febbo!
    buon lavoro ragazzi

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  12. Sono al lavoro i sindaci dei Comuni della costa teatina. Dopo la “strigliata” del ministero dell’Ambiente, la prossima urgenza prima dell’arrivo del commissario è la redazione in tutta fretta di una zonizzazione di massima per definire i confini del Parco nazionale della Costa teatina. Perché il Parco, perimetrazione o meno, secondo il ministero si farà.

    «Faremo una perimetrazione con gli altri comuni», dichiara invece a sorpresa Remo Bello (Pd), sindaco di Casalbordino che aveva sollevato perfino una questione di incostituzionalità contro il Parco, «sulla base dei piani paesistici esistenti cercheremo di arrivare ad una perimetrazione il più possibile
    scientifica visto che non esiste uno studio sui
    confini del parco da parte del ministero».

    MA IL SINDACO NON HA DELIBERATO TUTTO IL CONTRARIO?

    ORA VUOLE FARE ESATTAMENTE QUANTO PROPOSTO DA SANTORO!?

    MA PENSA CHE ABBIAMO TUTTI L'ANELLO AL NASO?

    QUESTO STA GIOCANDO CON IL TEMPO E IL FUTURO DEL NOSTRO PAESE. NON E' GIUSTO! NON POSSO PENSARE SIA IN MALAFEDE ALLORA NON E' CAPACE...

    ORA MI E' CHIARO PERCHE' VOLEVA CON TUTTI I MEZZI EVITARE LE VIDEORIPRESE.

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  13. Che figure andiamo facendo........speriamo che adesso si mette a lavorare e presenta un progetto che ci aiuti e non ci finisca aprecipitare.
    Sul programma aveva messo che entro 6 mesi veniva approvato il piano regolatore, e dove sta?
    Sono 14 anni che devo costruire....
    è una schifezza.

    Saluto l'amico Cox e Marisa Marchetti che è stata una sorpresa delle ultime votazioni. Se non ci fosse stato Cox il mio voto lo davo a lei, una mamma lavoratrice al servizio del paese......è cosa vuoi di più dalla vita? Un Cocchino?

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  14. Domanda per l'ex vicesindaco di destra Nicola Spagnoli:
    - sig. Spagnoli, come si pone nei confronti del Parco della Costa visto che lei è un uomo di destra della scuola di Giovanni Tiberio, la sua linea guida è quella dell'assessore regionale Febbo o è quella del suo capogruppo consigliare Santoro?
    - sig. Spagnoli, visto che l'opposizione da quello che si è visto nell'ultimo consiglio comunale era untita e aveva la stessa opinione tanto che ha presentato un emendamento condiviso, lei condivide l'emendamento o lo rinnega?
    - sig. Spagnoli perchè ha postato il pensiero della Costituente del Parco e non il suo?
    - sig. lei è stato assessore al mare durante il suo mandato quindi può fornirci il suo autorevole parevole?
    - sig. Spagnoli quale è la sua posizione politica odierna sta con il suo partito di Alleanza Nazionale ora FLI e PdL oppure sta con il sole e con le sue direttive. E queste direttive sono solo di Santoro o sono condivise?
    - sig. Spagnoli lei ha già rinnegato Bello quando la rappresentava all'opposizione; poi la Celano quando era all'opposizione; ora condivide l'opposizione fatta da Santoro e se si perchè?

    Grazie per le risposte che vorrà darci.

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  15. ma che senso hanno queste domande? è più importante conoscere la genesi del pensiero politico di spagnoli oppure sapere perchè si è a favore o contro il parco?
    una domanda simile la dovresti rivolgere anche a chi durante la campagna elettorale, ad esempio il candidato sindaco ex camerata dicocco, si è impegnato coi cacciatori a "limitare" i limiti imposti dal nascente parco contro questo fenomeno che si autodefinisce sport: la caccia, e che poi ha votato la proposta santoro.
    e poi, torno sempre a febbo: ma scusate, se è contro il parco non può il suo referente politico (di stefano) azionarsi in senato, dove la maggioranza è ancora blindata, e proporre un disegno di legge che elimini il parco? ma questo centrodx a che gioco sta giocando?
    buon lavoro ragazzi, il parco non può che far bene a tutti. credetemi

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  16. La mia domanda all'ex vicesindaco Spagnoli è rivolta per capire il suo pensiero e il collegamento politico in relazione a quanto lei sig. Pollicino ha espresso.
    La ritengo legittima inserita in questo post che il sig. Spagnoli ha pubblicato.

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  17. Caro S.E.L., dal tono del tuo scritto mi farebbe piacere avere una conferma se chi mi solletica è lo stesso che lo ha fatto in passato. Il fatto che io sia di Destra e che abbia posizioni differenti da quelle di altri personaggi di destra, non vuol dire che io sia diventato di Sinistra, quanti veramente mi conoscono, sanno bene che non difendo mai nessuno per "partito" preso. E' proprio perchè intellettualmente sono fatto così, esso è motivo per il quale non mi sia più allineato con partiti politici, ma in liste civiche senza dipendenze. Non nego di avere una tessera del PdL e quando fui del M.S.I. o di Alleanza Nazionale, mai mi sono trattenuto dall'esprimere le mie idee, perchè rispecchio nel mio intimo i valori che la "destra" che fu di mia madre mi è stata trasmessa. Non di certo in me è germogliato il pensiero di entrare in politica per fare i miei "porci comodi" si informi sul mio passato, non ho mai tradito ne abbandonato nessuno, ma ho sempre cercato chi con me condividesse le mie stesse idee per una Casalbordino migliore. Il Parco della costa per me non è mai stato un problema neanche 1997, anzi già da allora facevo progetti per una Casalbordino che crescesse nel turismo. Se puoi, cerca di visionare il piano regolatore di allora. Tutti i riferimenti ad aree dedicate al Turismo furono in gran parte sollecitate da me, ma purtroppo, l'egoismo di altri, sino ad oggi non ha prodotto alcuno sviluppo, Io penso di essere in grado, di suggerire soluzioni Ecocompatibili di promozione turistica, di investimento e di occupazione, pertanto vi chiedo di non credere che solo la "Sinistra" sia in grado di difendere la natura. E' vero ci sono in giro molti "Speculatori" ma, attento, non è un marchio per identificare politici di "Destra", da Assessore e/o da Vicesindaco, non ho mai avuto, ne chiesto, incarichi in commissioni di nessun genere.
    Ti saluto, ma ti prego di informarti meglio sulla mia persona, c'è tanta gente, specie della tua parte politica, che mi ben conosce, son certo che nelle tue sollecitazioni, loro non c'entrano.

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  18. Ho cercato di Postare sul Blog del Senatore Fabrizio Di Stefano un suo commento sul parco, ma non sono riuscito ad inviarlo dal Blog, ho comunque inviato la risposta con mail attraverso Facebook, penso possa essere utile anche a Voi. Grazie.

    "Caro Senatore, di nuovo ci posizioniamo a distinguere tra il pensiero di destra con quello di sinistra il vero problema è che le informazioni, non vengono trasmesse con correttezza e che spesso vengono stravolte, io chiederei a coloro che si sono espressi nel referendum contro il parco come hanno votato quando si è chiesto loro cosa ne pensassero del Centro olii di Ortona o dei pozzi di petrolio antistante Torino di Sangro.
    I cittadini non devono essere impauriti in modo da poterli gestire come vogliamo, ne scaricando addosso agli altri le responsabilità, facendo il gesto di Pilato. Sono certo che ad oggi neppure gli amministratori conoscono bene i pro ed i contro del Parco.
    Nel 1997 vissi le prime idee su questo progetto, cominciammo con il Sindaco di Torino di Sangro, Con il Sindaco di San Vito, con il Sindaco di Rocca San Giovani,gia vedevamo designata la nostra costa come "Costa delle Ginestre" il Sindaco Basterebbe dovrebbe ricordarlo, e pur dalla mia posizione di Destra, vidi in esso delle opportunità. Due anni dopo fui rimosso dall'incarico e per me finì l'esperienza amministrativa.
    Quanti anni sono passati da allora ? ... ben 14 oggi sul giornale leggo che in 14 giorni si farà la perimetrazione. Ma mi chiedo saranno in grado i nostri amministratori ,siano essi di Destra che di Sinistra, di sapere cosa stanno facendo ?
    Ti Abbraccio e spero che finalmente si possa riuscire a mettere un pò d'ordine nelle menti di VOI POLITICI."

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  19. “Sconcertante la mancanza di chiarezza del sindaco Remo Bello”. L’Assessore regionale Mauro Febbo è intervenuto in merito alle ultime notizie sul Parco della Costa teatina. “Resto sconcertato di fronte alle dichiarazioni di alcuni sindaci dei Comuni della Costa teatina. In particolare mi lascia senza parole l’incoerenza del Primo cittadino di Casalbordino Remo Bello, che durante tutti gli incontri che sono stati organizzati si è sempre detto contrario al Parco. Con una recente delibera (di cui si allega la copia) ha ribadito il parere non favorevole alla proposta di perimetrazione così come formulata dalla Regione avanzando addirittura dubbi sulla Costituzionalità della Legge che istituisce il Parco. Nell’incontro di martedì al Ministero inoltre, lo stesso Bello ha ribadito la sua contrarietà al Parco della Costa teatina, notificando ufficialmente la delibera, mentre oggi leggo che proporrà di fare una perimetrazione con gli altri Comuni. Ora che la scadenza si avvicina hanno tutti fretta, mentre sono anni che sia il Ministero sia la Regione sollecitano atti ufficiali da parte delle amministrazioni comunali. Tutti sanno che per procedere con l’iter erano necessarie la delibera di adesione e quella sulla perimetrazione. Naturalmente chi si era detto favore del Parco non ha poi fornito la documentazione e ora ci troviamo a questo punto a dieci giorni dalla scadenza. Quello sul Parco della Costa è diventato uno scontro politico: per questo motivo mi viene da pensare che il Pd abbia richiamato all’ordine i suoi sindaci invitandoli a cambiare linea d’azione e provare a far ricadere la colpa dei ritardi sul sottoscritto. Poi sarei io quello che ha creato confusione? Le procedure non le ho certe inventate io. Per quanto riguarda la perimetrazione infatti, lo ripeto per l’ennesima volta, c’erano due basi sulle quali ragionare. La prima è quella relativa alla proposta della Regione inviata ai Comuni del 2007 (dall’allora Assessore Caramanico) e quella inoltrata dal Ministero: entrambe sono rimaste lettera morta fino a qualche giorno fa e oggi tutti si affrettano con l’obiettivo di concludere le pratiche e far nascere il Parco. come Coordinatore del tavolo tecnico non posso intervenire su questi aspetti, non ho i poteri per formalizzare la perimetrazione né posso sostituirmi alle amministrazioni comunali Né tantomeno voglio, come non può farlo nessuno dei rappresentanti della Regione”.

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  20. che dire? Ogni commento e' superfluo

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  21. Mi pare un intervento chiarificatore sulle capacità gestionali del nostro caro Sindaco, tra l'altro mi dispiace che conduca un gruppo di bravi ragazzi, di cui alcuni Assessori e Vicesindaco che potrebbero realmente, lavorare con la loro intelligenza e le loro capacità, ma debbono sottostare alle voglie o (strategie) di Bello. Ragazzi ... Casalbordino ha bisogno di giovani con gran voglia di lavorare e non di despoti ne di Destra ne di Sinistra. Aprite gli occhi.

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